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I Cinque Principi fondamentali del Reiki
 
I Cinque Principi del Reiki sono la base della nostra formazione, ma spesso sono considerati soltanto come una rappresentazione mentale creata dal pensiero, che non influenza direttamente la nostra pratica. È vero che otterremmo dei risultati anche senza essere consapevoli della loro esistenza, ma se vengono usati come un mantra, amplificano il potere di guarigione.
Questi Principi sono assolutamente indipendenti e chiunque li applichi nella propria vita, anche se non è un praticante di Reiki, otterrà degli effetti positivi per se stesso poiché, se recitati con consapevolezza, hanno il potere di guarire la mente, il corpo e lo spirito.
Chiunque abbia dedicato qualche minuto al giorno per recitare i Cinque Principi e abbia potuto sperimentarne i benefici ricevuti, potrà capire perché Mikao Usui inizia con la frase “Solo per oggi …”.
 
1.       Solo per oggi, non arrabbiarti.
Siamo stati educati con l’idea che essere in preda alla rabbia sia sbagliato, pericoloso e inaccettabile, così fin dalla tenera età impariamo a reprimerla, mascherando i nostri veri sentimenti per sopravvivere come individui ed evitare la punizione.
Molte persone la vedono semplicemente come un’emozione negativa, eppure siamo progettati per reagire in modo positivo al pericolo e questa istintiva risposta di “lotta o fuga” talvolta ci ha permesso di non soccombere.
L’energia positiva non è solo necessaria per la nostra sopravvivenza, ma ci fornisce anche i mezzi per proteggere i deboli e i giusti dai torti che possono offendere il nostro senso della verità e della giustizia. Tuttavia, se non utilizziamo questa energia in modo appropriato, affrontando apertamente situazioni e problemi che incontriamo nella vita di tutti i giorni, può essere contaminata da sensi di colpa, frustrazione e risentimento fino a trasformarsi in rabbia distruttiva.
Quindi, se questo stato viene mantenuto per un lungo periodo di tempo, senza sforzarci di focalizzare l’attenzione su ciò che dobbiamo cambiare o risolvere, ci porterà verso un disorientamento esistenziale, innescando emozioni negative che coinvolgeranno tutto il nostro psicosoma.
 
2.      Solo per oggi, non preoccuparti.
È indubbio che per la nostra sopravvivenza sia necessario prevedere l’avvicinarsi di un pericolo e poterlo anticipare è un’abilità positiva e preziosa, ma preoccuparsi è sia negativo che debilitante, poiché richiede una grande quantità di tempo e di energia.
Sappiamo che la preoccupazione, accompagnata dalla paura, crea un vortice che auto alimenta gli eventi negativi, finché si avverano. Infatti, accade spesso di concentrarci sul problema senza spostare l’attenzione sulle possibili soluzioni, mettendo in campo tutte le nostre risorse, anche energetiche, che avremmo potuto destinare per affrontarlo e risolverlo.
Esistono molti modi per ridurre gli effetti negativi della preoccupazione, ma prima di tutto dobbiamo attivare un cambiamento nella coscienza per cercare una visione equilibrata, che reindirizzi tutta l’energia riversata sul problema verso la sua soluzione.
 
3.      Solo per oggi, sii riconoscente.
Molto spesso ci avvolgiamo nel nostro piccolo mondo di paure e angosce isolandoci dal resto del mondo ma, solo se accade qualcosa di terribile, riusciamo ad apprezzare e provare gratitudine per ciò che abbiamo.
Non dobbiamo dare per scontato di ricevere sempre di più dalla vita o da chi ci sta vicino, perché questo atteggiamento mentale influisce su di noi in vari modi, anche subdoli, soprattutto se non otteniamo ciò che riteniamo di meritare. È così che iniziamo ad arrabbiarci e a provare risentimento e amarezza verso chi ci ha deluso.
Se non porremo un sentimento di affetto e di gratitudine verso tutto ciò che riceviamo, per quanto poco riteniamo che sia, ci sentiremo sempre insoddisfatti e se pensiamo di poter ottenere di più, non sarà mai abbastanza.
La gratitudine riflette la qualità, non la quantità, delle cose ricevute e il modo in cui consideriamo questi concetti estremi, caratterizzerà ogni aspetto della nostra vita.
Se riconosciamo che l’abbondanza può nascere da una scelta, il primo passo è semplicemente quello di dimostrare gratitudine all’Universo per tutto ciò che abbiamo già ricevuto e useremo questa chiave per essere più consapevoli di apprezzare e accettare tutto ciò che ci verrà dato in futuro.
 
4.      Solo per oggi, lavora con impegno.
Questo principio insegna a essere onesti con noi stessi, come lo siamo con altre persone, e l’onestà richiede di aprire la mente e il cuore per riconoscerci, rispettarci e valorizzarci, ma soprattutto di prendere atto che, degli altri, ci attraggono solo i valori e i punti di forza che riconosciamo in noi stessi.
-          Cerchiamo di essere il più possibile concentrati su tutto ciò che può aiutarci a realizzare i migliori risultati e su ciò che può trascinaci verso il baratro.
-          Accettiamoci per ciò che siamo con tutti i difetti e usciamo dall’auto giudizio negativo che ci assilla e ci riduce l’autostima per non essere all’altezza di certi standard, molto spesso non realistici e confinati solo nella nostra testa.
-          Consideriamoci sempre una persona normale che a volte commette errori e capiremo che il primo passo verso qualsiasi cambiamento è accettare ogni situazione per quello che è, per come si manifesta.
Siamo noi i responsabili della nostra vita, di tutto ciò che accade, del raggiungimento degli obiettivi e delle ambizioni. È molto debilitante aspettare che gli altri, inclusi gli spiriti guida, l’universo, le entità astrali, ecc., agiscano per nostro conto e non c’è niente di più stimolante prendere atto che nessuno lo farà per noi.
Onoriamo gli impegni e alle parole facciamo sempre seguire i fatti con umiltà e fermezza, lasciando che siano le azioni a parlare per noi.
 
5.      Solo per oggi, sii gentile con gli altri.
In un certo senso questo è il principio più difficile da rispettare, perché è facile essere gentili con le persone che frequentiamo piacevolmente ed è ancora più facile essere gentili quando non ci costa nulla; ma la vera prova arriva quando ci viene chiesto di essere gentili con quelle persone che non ci piacciono e che ci fanno arrabbiare, ci spaventano, ci fanno sentire minacciati e insicuri.
Non ci viene chiesto di apprezzare, amare o perdonare tutte le azioni degli altri, bensì di essere gentili con tutti gli esseri viventi ogni qual volta si presenti l’opportunità.
La più grande barriera alla gentilezza è la tendenza a giudicare, partendo sempre dai nostri valori (tutto ciò che riteniamo importante e ci spinge ad agire) e dalle convinzioni in cui crediamo fermamente: entrambi elementi che influenzano profondamente i nostri comportamenti.
Se individuiamo negli altri gli aspetti che ci spingono a dialogare con gentilezza, significa che riconosciamo soltanto le qualità che vediamo in noi stessi; ma la parte difficile arriva quando le circostanze ci impongono di essere gentili con coloro che riteniamo non lo meritino.
Ma, attenzione! Anche se questa sfida al nostro sistema comportamentale ci fa sentire in qualche modo diversi o migliori nei confronti di coloro che non ci piacciono, potremmo essere facilmente considerati noi stessi persone da non amare e da disprezzare.
Questo quinto principio ci chiede di dare senza giudicare e di non concentrarci soltanto sul risultato delle nostre azioni, ma di aprirci alla gentilezza.
 
L’unico vero punto di forza dei Cinque Principi è il qui e ora e far precedere ogni principio con Solo per oggi, significa concentrare la nostra attenzione e il nostro impegno in una modalità che possiamo comprendere, lasciando al loro posto il passato e il futuro.
Se sapremo utilizzare questi principi con intelligenza, scopriremo che le uniche persone a trarne beneficio saremo noi stessi.
 
La felicità non è esuberante né chiassosa, come il piacere o l’allegria. È silenziosa, tranquilla, dolce, è uno stato intimo di soddisfazione che inizia dal voler bene a se stessi.”
Isabel Allende
 
 
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