Estratto dal mio libro:

REIKI TRADIZIONALE GIAPPONESE: terzo livello

- Il ritorno alle radici del mistero -

Il proposito di chiunque inizi un percorso interiore per raggiungere l’illuminazione è di favorire il proprio cambiamento, in modo da portare beneficio a tutti gli esseri viventi e non soltanto al proprio Sé.

In questo senso si può capire come l’insegnamento del Reiki possa trovare le sue radici sia nel Buddismo che nello Shamanesimo, dei quali Usui era un credente, un profondo conoscitore e abitualmente ne praticava le varie tecniche.

La pratica del Reiki a questi livelli richiede molte conoscenze e un costante lavoro su di sé e sugli altri, ma vorrei suggerire due punti essenziali per ottenere un buon risultato:

-         il primo, non iniziare una seduta senza l’aiuto delle guide spirituali o degli animali totem;
-         il secondo, non effettuare alcun percorso di guarigione senza il consenso esplicito della persona interessata. 

Spiriti guida, animali totem, spiriti della natura, sono termini usati nella tradizione occidentale e orientale per descrivere il mondo spirituale da cui l’essere umano è disceso nel proprio corpo fisico sulla Terra.

L’accesso a tali conoscenze e misteri avviene attraverso un antichissimo percorso iniziatico, le cui origini e i rituali si perdono nel tempo.

Al grado più basso, affermava Christian Rosencreutz nel 1300, il candidato deve sperimentare il passaggio dal piano fisico al suo piano astrale e in questa esperienza è condotto, senza che possa vedere, in un mondo più sottile, pur avvertendo il contatto di un amico che gli tiene la mano e lo guida nel viaggio. 

Con questo rituale il discepolo scioglie il velo dei sensi e appare Maia, simbolo della fecondità e del risveglio primaverile della natura, che lo  aiuterà a percepire, attraverso il suo corpo, ciò che vive nei mondi animale, vegetale e minerale. Dopo avere compreso le passioni e i desideri del regno animale sarà in grado di vedere gli spiriti della natura, le forze invisibili alle quali sono associate le intelligenze di terra: acqua, aria e fuoco. Con l’aiuto di queste forze egli si costruisce il proprio universo e l’anima umana inizia il suo percorso evolutivo.

  

Per quanto riguarda il secondo suggerimento, tenete presente che non è importante il rapporto di parentela o amicizia per sentirsi nel diritto di intervenire nel processo di guarigione di qualcuno, senza che ve lo abbia chiesto espressamente.

Dobbiamo sempre chiederci preventivamente fino a che punto qualcuno sia disposto a guarire e quale obiettivo si aspetti di conseguire attraverso la guarigione.

Lo scopo è di ottenere una consapevole richiesta di aiuto e far capire che lavorare da soli su di sé è paragonabile al chirurgo che tenta di togliersi le tonsille da solo. 

La malattia definisce la personalità dell’ammalato,
la guarigione è la riconquista dell’armonia spirituale perduta.
Il rito che anima l’amore e l’armonia è efficace.
 

Alain Yaouanc, afferma che il nostro avvenire e la catena generazionale, di cui noi siamo uno degli elementi biologici, sono racchiusi nel tema natale. Da qui si può intuire che le influenze astrali partecipano attivamente, fin dalla nascita, in molti settori della vita e ci predispongono a percepire gli avvenimenti in base ad un disegno predeterminato.

Questa consapevolezza può aprire la mente e lo spirito verso nuove possibilità, ma anche verso qualcosa che già ci appartiene, come le nostre reali potenzialità e le particolari attitudini.

L’analogia tra i cicli cosmici (Macrocosmo) e le funzioni vitali dell’uomo (Microcosmo) è la base esoterica che svela l’identità occulta tra Cosmo e Uomo, e che forma la dottrina dei principi e delle funzioni della vita [A.Gentili].

Questo principio, nel quale troviamo una stretta corrispondenza con il significato dell’ideogramma che rappresenta il Reiki, come descritto nel libro di 1° e 2° livello, si concretizza nelle funzioni dell’unità corpo/mente/emozioni/spirito e nell’armonia dell’Uomo Cosmico con il Cosmo Umano. 

Il Reiki è vita e amore universale.
È pura energia vitale.
C’è un unico modo per accedere alla sua forza:
trovare la via che dalla mente conduce al cuore.
 

Inizia così una sessione di Reiki. E con la centratura del cuore l’operatore celebra la sacralità del percorso che porterà al riconoscimento della sofferenza e alla sua trasmutazione nella gioia di vivere.