I cinque precetti del Reiki

 

 

Sono delle vere e proprie preghiere che Usui faceva quotidianamente recitare e cantare ai suoi allievi, per farli entrare con forza nell’integrità morale che si addice ad un guaritore. Attraverso lo studio di questi principi, emerge con chiarezza che l’obiettivo di Usui era di insegnare un percorso evolutivo interiore, prima di accedere alla conoscenza di un processo di autoguarigione, non solo del corpo, ma anche dello spirito. Guidare e orientare gli adepti aprendo la loro vita alla felicità è il miglior rimedio spirituale contro tutti i mali. Infatti nel preambolo, prima dei precetti stessi, sta scritto:

 

Questo è il metodo segreto per chiamare a sé la  felicità,

che è la medicina spirituale di molti mali.

 

Molti Maestri sono consapevoli che i cinque principi rappresentino una strategia, una chiave importante e vitale per accedere al cuore del sistema di Usui.

In generale si può affermare che i valori ai quali questi cinque principi sottendono sono:

 

stima, integrità, rispetto, libertà e pace.

 

Vi sono numerose traduzioni che sono state ottenute parafrasando, seppure leggermente, il testo originario (non dimentichiamo che si tratta di ideogrammi). Ma tutte riconoscono l’essenza originaria sulla quale si fondano i concetti positivi dei cinque principi che conducono a sperimentare:

 

tranquillità, ottimismo, gratitudine, impegno, gentilezza.

 

I principi sono sempre preceduti dalla frase solo per oggi che va intesa, in questo contesto, qui ed ora.

 

Il primo insegnamento

Solo per oggi,

non arrabbiarti

recitato con forza al mattino, appena svegli, ci darà una carica così forte per affrontare le avversità che ci verranno incontro nel corso della giornata, che non ci accorgeremo nemmeno di averle superate con estrema disinvoltura, senza sforzo e, soprattutto, senza farci del male.

 

Il secondo precetto

Solo per oggi,

non preoccuparti

Ma oggi ci preoccupiamo di tutto, di qualunque cosa vada oltre i canoni che ci siamo prefissati.

La preoccupazione è una delle più gravi inquietudini  di cui soffre l’umanità ed è responsabile di crisi esistenziali, di psicosi, nevrosi e di molte malattie correlate.

Non ci rendiamo conto di quanto siano pericolose espressioni del tipo Sono preoccupato per qualcosa o qualcuno oppure  La cosa mi preoccupa e con le quali conviviamo quotidianamente, senza preoccuparci per quelle azioni che possono compromettere la salute, ad esempio, o per i mali che coinvolgono sempre più pesantemente la nostra anima.

 

 

Il terzo precetto

Solo per oggi,

sii riconoscente

Dice Tecumseh, della tribù Shawnee:

 

Quando ti svegli al mattino, sii riconoscente per la luce dell’aurora, per la vita che possiedi e la forza che trovi nel tuo corpo. Sii riconoscente anche per il cibo che ricevi e per la gioia di essere in vita. Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento, allora sei sicuramente in errore.

 

È evidente che svegliarsi col desiderio di poter esprimere un simile pensiero ogni mattina, non può che riempire il cuore di gioia.

Sappiamo che la gratitudine è una chiave per accedere alla pienezza della vita e a tutto ciò che ci viene dato incondizionatamente ed in abbondanza. Attribuisce un senso al passato, porta la pace nel momento presente e crea un domani migliore.

 

 

Il quarto precetto

Solo per oggi,

lavora con impegno

Esiste una tradizione umana di base che non appartiene ad alcuna religione o cultura particolare, né proviene dall’oriente o dall’occidente. Essa traccia la via che conduce alla saggezza e alla prosperità, l’una in dipendenza dell’altra. La rottura di questo equilibrio porta all’ignoranza e alla miseria, anch’esse l’una in dipendenza dell’altra.

Sono due vie parallele che, per definizione, non potranno mai incrociarsi. La scelta iniziale, quella istintiva, si orienta sempre verso la saggezza e la prosperità, salvo poi rinunciare alle prime difficoltà.

È l’inizio di un duro lavoro che porta a sperimentare l’armonia e la serenità interiore, per individuare i nostri problemi e le nostre potenzialità. E per raggiungere questi obiettivi dobbiamo lavorare sodo.

La pratica della meditazione ci fornisce un utile veicolo con il quale sperimentare l’orientamento nella vita. Ci consente di trovare il punto giusto dal quale muoversi per dirigerci verso il nostro cuore e da lì iniziare a prendersi cura di ciò che abbiamo di più caro attorno a noi.

 

Il quinto precetto

Solo per oggi,

sii gentile con gli altri

A questo punto cominciamo a considerare attentamente come ogni precetto svolga un ruolo importante nella vita quotidiana, nei pensieri, nelle emozioni e nel modo di affrontare gli altri.

Riflettiamo sul ruolo che svolgono il passato ed il futuro, ma anche su come nel presente stiamo percorrendo il sentiero della nostra vita.

Così, il Reiki comincia a riempire dei vuoti e iniziamo a percepire con sempre maggiore consapevolezza che siamo collegati a tutto ciò che è.

 

Queste riflessioni ci hanno aiutato a comprendere che tutti gli esseri che popolano la Terra, e la Terra stessa, svolgono un ruolo essenziale che deve essere valorizzato, rispettato e trattato con dolcezza.

In questo modo nutriremo con l’energia d’amore noi e tutte le forme che ci circondano.

 

Apparentemente sembra abbastanza ovvio che tra le cose più importanti in questo mondo vi sia l’amore e il rispetto, ma anche la compassione e la tolleranza, la pazienza e la comprensione, e così via. Se ci mettiamo a riflettere sulla nobiltà di questi principi, vediamo che si apre la porta ad un nuovo modo di percepire ed accettare i momenti belli e dolorosi della vita, di affrontare i casi in cui riteniamo di essere stati danneggiati, sfruttati o volutamente feriti da qualcuno.

È un comportamento che ci aiuta ad accogliere e abbracciare con serenità tutto ciò che l’Universo ci propone.

 

Possiamo anche modificare il precetto e leggerlo in questo modo:

Solo per oggi,

voglio amore e rispetto da ogni essere,

compreso da me stesso.

Perché se non amiamo veramente noi stessi, come possiamo pensare di poter amare e rispettare il nostro prossimo?