Le Iniziazioni

 

 

 

È importante chiarire, per quanto brevemente, il significato dell’aspetto iniziatico del Reiki.

 

 Tutti gli Angeli ricevono il Cielo che è fuori di loro secondo la qualità del Cielo che sta dentro di loro.[1]

 

In questa citazione vi è un’analogia fra l’interiore e l’esteriore ed una corrispondenza fra il livello spirituale del soggetto e quello dell’oggetto. Ovviamente non è il caso di parlare di gerarchie, né di istituire una scala di valori, ma semplicemente si può prendere atto che c’è un cammino da percorrere per passare da un piano di coscienza all’altro e che esiste un legame fra il mondo reale, delle realizzazioni, e quello invisibile, della libertà, dell’interpretazione e dello spirito.

In tutte le culture possiamo osservare che non esiste una differenza marcata tra il mondo reale e quello dell’invisibile, ma due livelli di comprensione, per congiungere i quali l’iniziazione è il ponte, la via che permette di passare dallo stato di non iniziato (profano, inesperto) a quello di iniziato (anche nel senso di accettato, riconosciuto).

 

L’iniziazione è una cerimonia, in quanto rito, ma pure un processo di ricerca della propria manifestazione interiore, attraverso un insegnamento che non si rivolge solo all’intelletto con fini prettamente culturali. È una logica di evoluzione che spinge verso queste esperienze, soprattutto quando diveniamo consapevoli che in questi percorsi potremmo trovare un’opportunità per accedere a nuovi livelli di conoscenza.

Lo stesso buddismo zen, a cui Usui apparteneva, è un insegnamento iniziatico e fu naturale per lui associare all’insegnamento del Reiki anche il rituale dell’iniziazione.

 

Alexandra David-Neel, nel suo libro Gli Insegnamenti Segreti delle Sette Buddiste Tibetane, sostiene che i Maestri tibetani destinano l’insegnamento orale tradizionale ad individui dotati di un’intelligenza superiore per poter essere guidati verso la vera illuminazione. Si può facilmente intuire che questi allievi, scelti esclusivamente dai Maestri, rappresentino l’aristocrazia del buddismo esoterico tibetano, i cui insegnamenti sono trasmessi all’allievo lungo una catena iniziatica (o linea di successione energetica) ininterrotta.

 

Uno degli aspetti esoterici del Reiki è rappresentato dalle iniziazioni che vengono effettuate ad ogni passaggio di livello di conoscenza. Infatti, il Reiki non è insegnato come le altre tecniche di guarigione. La capacità è trasferita allo studente dal Maestro di Reiki durante un rituale di sintonizzazione, nel quale Rei o la Consapevolezza Divina si insedia nei percorsi energetici per prepararli a “canalizzare” il raggio del Reiki e collegare l’allievo alla sua fonte. Quindi, nel Reiki l’iniziazione rappresenta un antico metodo per la trasmissione dell’energia, soltanto energia, pura e semplice energia. Non è trasferita all’iniziato alcuna conoscenza; questa verrà con il tempo e con la pratica costante della ricerca interiore.

 

Per molti Maestri l’iniziazione è una potente esperienza spirituale e i cambiamenti o aggiustamenti che si possono verificare dipendono dalla predisposizione di ognuno. Alcuni riferiscono di aver vissuto esperienze mistiche che hanno portato come conseguenza la percezione di ricevere messaggi personali, guarigioni, visioni. Altri affermano di aver  incrementato la percezione psichica, la capacità di intuizione o altre esperienze come la chiaroudienza.

 

Attraverso il percorso iniziatico, l’allievo imparerà a riconoscere nuove meravigliose manifestazioni dell’energia vitale e scoprirà le molte opportunità che gli andranno incontro nel suo cammino. Proverà anche l’effetto di una grande purificazione interiore che produrrà i suoi effetti per molti mesi, come ha scritto nel suo diario Hawayo Takata.

Durante questo periodo, potrebbe essere forte il desiderio di cambiare vecchie abitudini (alimentazione, modo di vestire, relazioni con gli altri, ecc.), di sentirsi attratti da nuove esperienze e, naturalmente, potranno manifestarsi nuovi impulsi creativi.

Tutto ciò rappresenta un naturale processo di allineamento del sistema corpo/mente/emozioni/spirito con l’inesauribile fonte del Reiki: l’Anima.

 

Dal diario di Hawayo Takata, con testo riportato da sua figlia Alice Takata Furumoto:

“In circa quattro giorni e fino a due settimane, nel nostro corpo avviene qualche cambiamento significativo; tutti gli organi interni e le ghiandole cominciano a funzionare con buon ritmo e vigore. I succhi digestivi fluiscono in modo normale, diminuiscono le congestioni nervose, le aderenze scompaiono, il colon pigro si regolarizza, la sostanza fecale scende dalle pareti intestinali, i gas sono eliminati. Le tossine accumulate in molti anni trovano il modo di uscire dai pori. È una sudorazione sgradevole. La quantità delle feci aumenta: sono scure ed emanano un odore forte. L’urina prende una colorazione simile a quella del tè nero; talvolta assume una colorazione bianca come se si fosse mescolata della farina nell’acqua. Ciò dura da quattro a sei giorni ed ho già avuto pazienti che hanno reagito con un solo trattamento.

 

Quando queste situazioni si sono stabilizzate, avviene una grande rigenerazione generale degli organi interni. Con tale pulizia, il corpo diviene attivo. I nervi intorpiditi riprendono la loro sensibilità (talvolta un tale cambiamento provoca del dolore), l’appetito aumenta, si regolarizza il sonno, gli occhi brillano, la pelle risplende come la seta. Con il sangue rinnovato ed una buona circolazione, i nervi e le ghiandole si rinvigoriscono ed è possibile ringiovanire da cinque a dieci anni.

A questo punto, la vostra alimentazione diviene estremamente importante.”

 

 



[1] Emmanuel Swedenborg, “Du Ciel et de ses Merveilles et de l’Infer”, éd. R.S.F. 1960