Cos’è il Reiki  
Sta dentro di noi, come tutto il nostro universo, ma l’educazione, i condizionamenti, gli stili di vita e di pensiero, hanno contribuito a farci dimenticare il cammino per connetterci con la nostra più intima essenza, la vera fonte dell’energia vitale.
Se per ritrovare questo sentiero decidiamo di guardare fuori di noi, non ci riusciremo mai.
L’ideogramma che si riferisce al Reiki, può essere tradotto in molti modi, ma in questo ambito ci avvicina al concetto di energia cosmica nell’Universo (Rei) e nell’Uomo (Ki).
Macrocosmo e microcosmo, quindi, ma sempre e assolutamente indissolubili.
Nella traduzione occidentale questo ideogramma è considerato come un’alterazione del significato di due ideogrammi Rei e Ki che, presi singolarmente, il primo potrebbe significare forza soprannaturale o intelligenza spirituale mentre il secondo, energia vitale. Quindi in occidente il Reiki è spesso descritto come energia vitale guidata spiritualmente. Tuttavia, in Giappone questi due ideogrammi sono scritti assieme e nel contesto del loro uso, così da comprenderne il significato e l’intenzione.
 
  Partendo da questi principi, Micao Usui (1865-1926) mise le basi del suo sistema di guarigione naturale che chiamò Usui-Do (il metodo di Usui).
Per concretizzare la sua intuizione, attinse alle sue esperienze spirituali ed esoteriche attraverso le quali raggiunse una chiara consapevolezza del senso della vita.
Studiò le religioni antiche e gli antichi insegnamenti dei saggi taoisti giapponesi.
Fu uno studioso e praticante di arti marziali, che gli permisero di conoscere il fondatore dello Judo, Jigoro Kano, con il quale divenne amico.
Nel 1922 fondò la Usui Reiki Ryoho Gakkai, che significa Società di Usui per la guarigione con il Reiki, nella quale praticò ed insegnò ciò che sperimentò durante un ritiro spirituale sulla montagna sacra di Kurama, vicina alla città di Kyoto.
Qui, durante una meditazione si sentì pervaso da un intenso vigore, diverso da quello che provava abitualmente.
Nonostante il periodo di digiuno e di preghiera si sentì stranamente fresco, lucido e in uno stato di benessere generale.
Ma ciò che lo colpì, fu la casuale scoperta che questa forma di energia sembrava non esaurirsi e che poteva essere richiamata continuamente.
Presto capì che questa esperienza avrebbe incrementato la forza del suo hara (in lingua cinese, tantien): il centro energetico della forza fisica, secondo i principi della fisiologia energetica.
Questo termine letteralmente significa stomaco, addome o ventre, in generale: la pancia. L’energia è immagazzinata in quest’area e da qui si espande in tutto il corpo.  

Inizialmente sperimentò questo metodo sulla sua famiglia e sugli amici, poi decise di praticarlo e di insegnarlo ad altre persone.
A tale proposito, è importante osservare che in Giappone esistevano già delle scuole in cui si insegnavano e si praticavano metodi di guarigione naturale con l’uso delle mani, ma Usui non trovò alcuna affinità con la sua scoperta in nessuna di queste.  

Secondo le ricerche più accreditate, Usui definiva Reiki un gruppo di concetti che sono alla base del suo originale sistema di guarigione.
Il sistema di Usui (Usui-Do) fu codificato e migliorato dai suoi allievi, fino a diventare Usui Reiki Ryoho (metodo).
  Con questi sei caratteri Usui
scrisse di suo pugno  Usui Reiki Ryoho.
 

Alcuni studiosi occidentali di Reiki, alla fine del 2002, ebbero dei contatti con gli ultimi allievi giapponesi di Usui ancora in vita. Insieme, giunsero alla conclusione che, trattandosi di un percorso personale e orientato spiritualmente, i corsi dovrebbero iniziare con lo studio dell’Usui Reiki Ryoho.

Quindi, ancor oggi è possibile apprendere il metodo originale di Usui.

Ed ecco perché è assolutamente importante verificare la catena iniziatica dei Master Reiki ai quali ci si rivolge per apprendere questo prezioso strumento per una equilibrata crescita interiore. A questo proposito vorrei riportare un breve cenno tratto dal mio libro Reiki Tradizionale Giapponese, 1° e 2° livello:

 

Senza trasmissione iniziatica il fluire dell’energia tra la Fonte, il Maestro ed il Postulante non avviene e, senza l’evocazione del flusso energetico che attiva la forma pensiero, non c’è nemmeno il compimento rituale.

In mancanza di quest’ultimo, resta solo l’inutile suono delle belle parole che molti credono l’unico e il migliore possibile, ma in realtà soddisfa soltanto curiosità incerte e passeggere.

 

È dalla catena iniziatica che è possibile ricavare l’essenza dell’insegnamento che hanno ricevuto i Maestri dei miei Maestri ed i loro predecessori, fino a toccare virtualmente la Fonte del Reiki: l’anima di Usui Sensei.

 

Per concludere questa breve introduzione al Reiki, vorrei aggiungere questo pensiero, che forse può ulteriormente chiarire il suo significato. Poiché ogni colore dell’arcobaleno corrisponde a differenti frequenze del bianco o a differenti vibrazioni della luce bianca, il raggio del Reiki può essere considerato come una serie di vibrazioni dell’Energia Universale che forse vanno oltre la normale percezione di ogni individuo.

Tuttavia, sono ben conosciute le sue capacità di portare in equilibrio il campo energetico dell’uomo su tutti i livelli, in modo da sostenere e incoraggiare un intimo percorso di guarigione spirituale.