IL REIKI  E I BAMBINI

 

Il momento più bello per condividere il Reiki con il bambino è subito dopo la sua nascita.

Questa spinta energetica aiuta il processo di adattamento alla vita dopo l’abbandono del confortevole e protettivo utero materno.

Immaginate, o cercate di ricordare, la sensazione provata nel momento in cui il bambino è spinto fuori da quel luogo accogliente, intimo e sicuro, verso uno spazio talvolta freddo, rumoroso, difficile, dove non si possono toccare gli avvolgenti confini protettivi: ora bisogna imparare a vedere, a mangiare, a muoversi, a comunicare le proprie esigenze e, perfino, a respirare.

 

È un ulteriore processo di integrazione fisica, mentale, emozionale e spirituale e, probabilmente, il Reiki, con il suo amore incondizionato, è la risorsa più efficace per favorire questa evoluzione. È un tocco che garantisce sicurezza, che assicura calore, che conferma la vita e consente all’energia (Ki) di muoversi con armonia ed equilibrio.

 

Tutti i bambini nascono disorientati dopo essere stati strappati dalla loro radice e, pertanto, devono riequilibrare le loro risorse energetiche. Il Reiki può assicurare un veloce processo di adattamento a questo nuovo corpo ed alle sue funzioni che rappresentano il primo salto nella vita.

Il trattamento dura per tutto il tempo che il bambino lo desideri e sarà un suo semplice segnale di insofferenza a determinarne la conclusione.

Il Reiki lo aiuta ad addormentarsi ed è un alleato prezioso per calmare la paura e il pianto. Mitiga la sofferenza della crescita fisica e mentale, consentendogli di mantenere un legame molto stretto con la propria essenza spirituale e con la propria sensibilità.

 

l genitori dovrebbero, innanzitutto, imparare ad ascoltare il corpo del proprio bambino e ad affinare la loro sensibilità per poter far fronte alle sue esigenze fisiche, emozionali e spirituali e, quindi, servirsi di questa esperienza per renderlo partecipe della sua crescita. In questa fase, è utile condividere con lui i trattamenti di Reiki il più spesso possibile, oltre che insegnargli a meditare e ad ascoltare il suo corpo. Quando sarà pronto, lui stesso manifesterà il desiderio di apprenderne le prime nozioni.

 

In molti genitori manca la fiducia di essere in grado di curare i propri figli. Credono, erroneamente, che le teorie mediche siano misteriose ed impenetrabili e che le malattie possano essere trattate soltanto dai medici. Senza dubbio la somministrazione di farmaci è esclusiva competenza del medico. Tuttavia, quelli che hanno potuto constatare ed approfondire i benefici effetti che il Reiki produce nei bambini, trovano abbastanza normale che i genitori possano essere considerati i medici dentro alla famiglia.

Il Reiki, naturalmente, non è una cura universale per tutti i mali ed affidarsi al medico è sempre necessario. Tuttavia, poiché i malesseri dei bambini sono frequentemente molto semplici da risolvere, potrebbe bastare una carezza, un bacio, un abbraccio, un massaggio. Tutti insieme, sicuramente, possono dare un forte impulso alla sua energia vitale, così da farlo reagire nel migliore dei modi al disagio che lo affligge.

Senza ovviamente generalizzare, non dimentichiamo gli effetti dannosi che possono provocare inutili ricoveri ospedalieri, frequenti iniezioni, l’uso indiscriminato di antibiotici, cortisonici, ecc., che sempre più spesso risultano eccessivi e che infliggono tanta angoscia e pena ai bambini ed alle loro famiglie. 

Il trattamento di Reiki richiede soltanto un paio di mani (non un armadietto pieno di medicinali) che non provocano effetti collaterali, ma che possono risolvere anche grossi problemi. Forse non cura la malattia, ma può prevenirla ed evitarla. Infatti, i bambini che vengono trattati con regolarità, hanno un aspetto più salutare, sono più equilibrati e si ammalano meno dei bambini curati soltanto con farmaci.

Pertanto, ritengo utile consigliare ai genitori ed ai terapisti di provare a servirsi il più possibile del Reiki, come metodo di prevenzione per far crescere sani questi nostri piccoli amici. 

Non è facile stabilire il momento propizio per iniziare il bambino al Primo Livello di Reiki perché ognuno ha tempi diversi di crescita. Comunque, è importante che sia il bambino stesso a richiederlo.

 

Perché il bambino desidera conoscere il Reiki?

È preparato alla responsabilità di gestire un tale insegnamento?

 

Sono due domande che contrastano con i principi del Reiki. Infatti, nessuno può valutare quale possa essere il momento giusto per fare una simile esperienza: soltanto noi stessi siamo in grado, spesso non razionalmente, di stabilire quando e come utilizzare la nostra energia vitale.

Tuttavia, affrettare i tempi è assolutamente inutile, dal momento che il Reiki è comunque presente in loro.