Massaggio Ayurvedico
Una breve introduzione all’Ayurveda
Massaggio e medicina ayurvedica.

I benefici tradizionali del massaggio.

L’atteggiamento nei confronti del paziente e della salute.

L’atteggiamento nei confronti di se stessi e durante il trattamento.

Una breve introduzione all’Ayurveda 28x23

 

Ayurveda o “Conoscenza della Vita” (da Ayus = vita e Vid = conoscere) è il millenario sistema medico dell’antica cultura vedica indiana ed è, probabilmente, la più antica scienza di vita.

Nel suo approccio alla vita, intesa come un processo, la funzione primaria è quella di mantenere il benessere fisico e favorire l’evoluzione spirituale e la felicità, prolungandone la durata per tutta l’esistenza; si tratta perciò di una visione essenzialmente preventiva della salute e solo in un secondo momento l’Ayurveda si propone come scienza medica curativa, nel senso in cui la intendiamo in Occidente.

 

Al suo interno sono tradizionalmente presenti otto discipline fondamentali: medicina generale, chirurgia, ginecologia e pediatria, psichiatria, otorinolaringoiatria, tossicologia, geriatria, tecniche per la fertilità ed il vigore sessuale. Tra le sue metodiche operative sono inclusi anche i trattamenti manuali, considerati tra le tecniche principali per prevenire le malattie, ma spesso utili anche per contribuire a curarle.

 

Le sue concezioni filosofiche di base poggiano essenzialmente sul sistema classico (darshana) del Samkya, ma utilizzano anche gli apporti di altri tre darshana tradizionali: Yoga, Nyaya e Vaisheshika.

Nelle Samhita classiche (Charaka, Susruta, Kashyapa), nei loro compendi e nell’Ashtanga Hridaya Samhita sono raccolti i precetti fondamentali dell’Ayurveda sotto il profilo medico e di atteggiamento, ma i primi concetti di questa antica scienza sono contenuti nell’Atharva Veda (erbe) e nel Rig Veda (inni), due dei quattro testi sacri dell’antica cultura ariana indiana oggi noti.  

Successivamente, grande influenza ebbero sull’ayurveda le tecniche alchemiche tantriche (Rasa-Shastra)[1].

 

Dopo l’indipendenza dell’India, l’Ayurveda, intesa sotto il suo aspetto medico, si è riaffermata con vigore in parecchie zone del Paese con molte varianti e si sta diffondendo anche in Occidente con la sua esperienza sulla vita ed i suoi aspetti più profondi perfezionati in 5000 anni di evoluzione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto all’Ayurveda lo status di sistema medico omogeneo ed efficace su scala globale, al pari della medicina allopatica occidentale e della medicina tradizionale cinese.

 

L’Ayurveda spiega tutte le funzioni del corpo in relazione agli avvenimenti osservabili in natura, atteggiamento tipico di tutte le culture antiche e tradizionali.

I tre principali fattori che causano tutti i fenomeni sono il Sole, la Luna e il Vento. Il Sole è l’energia di conversione rappresentata dal Fuoco, la Luna è l’agente di raffreddamento rappresentato dall’Acqua, il Vento è il principio del movimento rappresentato dall’Aria.

 

Tutte le attività presenti nell’universo sono raggruppabili nelle tre funzioni basilari di creazione, mantenimento e distruzione.

La Trimurti indiana (Brahma, Shiva, Visnu) le rappresenta sul piano sacro. I Triguna (Sattwa, Rajas, Tamas)[2] le rappresentano sul piano psichico. I Tridosha[3] (Vata, Pitta, Kapha) le rappresentano sul piano delle funzioni vitali.

In particolare: Vata controlla il movimento e la distruzione, Pitta controlla il metabolismo e la trasformazione, Kapha controlla la coesione della materia e la sua conservazione. Tali elementi sono essenziali nella concezione dell’Ayurveda in quanto è il loro squilibrio che causa la malattia.

 

 

Le basi del massaggio ayurvedico

 

 

Massaggio e medicina ayurvedica. 28x23

 

I trattamenti manuali sono parte integrante della medicina tradizionale indiana. Essi vengono impiegati in molte forme come prevenzione e cura delle malattie.

 

La medicina ayurvedica ha soprattutto una visione preventiva della malattia ed il massaggio ne rappresenta il suo aspetto prevalente. Viene svolto attraverso periodici cicli di trattamenti manuali e, oltre a preservare dalle malattie, potenzia le difese immunitarie e mantiene le condizioni generali di salute dell’individuo.

 

I cicli di trattamenti manuali preventivi andrebbero perciò eseguiti preferibilmente in primavera, stagione dedicata alla disintossicazione dell’organismo, o in autunno per rinforzare il corpo contro l’aggressione del freddo e dell’umidità invernali.

Durante questi periodi, pertanto, è utile praticare un ciclo di massaggi a cadenza bisettimanale, integrando la loro azione con pratiche disintossicanti e tonificanti (alimentazione, fitoterapia, ecc.).

 

Attraverso l’impiego di oli medicati ed altri prodotti della farmacopea tradizionale indiana da usare sul corpo, tali trattamenti possono contribuire, integrando altre terapie interne, a rinnovare gli stati di salute compromessi.

 

Il tipo di trattamento manuale ayurvedico più facilmente accettato nel nostro contesto culturale è essenzialmente l’ A b y a n g a, il massaggio del corpo con l’applicazione di oli di base ed essenziali.

Tale tecnica può essere applicata anche da un solo operatore e può essere modulata attraverso molteplici sfumature e combinazioni di ritmo, pressione, manovre e di oli impiegati, adattandosi così alle caratteristiche dello specifico lavoro di riequilibrio da svolgere sul paziente.

 

 

 

I benefici tradizionali del massaggio. 28x23

 

I benefici che l’Asthanga[4] Hridaya attribuisce al massaggio sono dodici:

-         fortifica il corpo (Pushti Kar), poiché l’aumento della circolazione dei fluidi vitali e l’eliminazione delle tossine consentono un miglior nutrimento dei tessuti fortificandoli;

-         allontana la vecchiaia (Jarahar), in quanto, migliorando la circolazione, fornisce nutrimento ai tessuti e riduce l’accumulo di tossine (ama[5]). A questo fine è utile un massaggio giornaliero alla colonna, ai piedi ed alla testa;

-         allunga la vita (Ayus Kar), migliorando e mantenendo l’equilibrio elettrochimico del corpo grazie all’assorbimento dei principi attivi degli oli;

-         migliora il sonno (Swapna Kar); il massaggio di testa e piedi con olio di semi di zucca gialla acquietano la mente e ciò favorisce l’azione di “pulizia psichica” svolta dai sogni;

-         migliora la vista (Drishti Prasad Kar), i cui problemi sono causati dal Fuoco che è controllabile agendo su testa e alluci;

-         rafforza la pelle (Twak dridh kar), mantenendone la corretta umidità e rendendola morbida e luminosa;

-         migliora la carnagione (Mirija Varn Bal Prad), poiché migliorando il tono della pelle la rende più forte e sana;

-         elimina l'eccesso di Vento (Vata Har), poiché il massaggio è la terapia anti Vata per eccellenza;

-         protegge dai disturbi di Vento e Acqua (Vata-Kapha Nirodhak); secondo Sushruta il massaggio con olio previene tutti i disturbi Vata ed è utile in molti disturbi Kapha;

-         aumenta le difese immunitarie ed accelera la guarigione delle ferite (Abhighat Sahatwa), in quanto favorisce la circolazione ormonale e vitale;

-         toglie la fatica (Shram Har), sia essa causata da sforzo mentale (massaggio alla testa con olio di sandalo), da sforzo muscolare (spremere, frizionare e picchiettare con acqua calda e sale, poi massaggiare con olio) o da accumulo di tossine (massaggio con olio riscaldante);

-         aiuta ad affrontare disarmonia e stress (Klesh Sahatwa), stimolando la produzione di anticorpi e riequilibrando il sistema nervoso autonomo.

 

Tali benefici sono quindi globali e graduali, non tutti facilmente percepibili dopo un singolo trattamento, ma comunque legati essenzialmente al miglioramento della circolazione dei fluidi vitali ed al rilassamento del sistema nervoso. Ciò che si può percepire immediatamente è una condizione generale di benessere (rilassamento e tonicità) e di leggerezza. Questo per ribadire che il massaggio Ayurvedico è comunque un trattamento energetico generale, i cui effetti dipendono dalle condizioni di squilibrio esistenti, con eccellenti caratteristiche di prevenzione.

L’uso appropriato di oli e manualità consente comunque di mettere a punto trattamenti mirati a problemi specifici, consentendo perciò quella forma di “specializzazione” così cara agli occidentali.

 

Gli effetti più efficaci delle tecniche specifiche sono relativi ai problemi muscolari ed articolari, ai problemi di stress e depressione (sistema nervoso), ai problemi del sistema digerente, ai problemi circolatori. Vi sono anche manualità adatte a trattamenti estetici, ma si tratta in qualche modo di un “sottoprodotto” del massaggio. Infatti se la persona è in buona salute anche il suo corpo lo esprimerà. Dato che l’Abhyanga agisce principalmente sul sistema circolatorio, drenando i liquidi, anche la sua azione estetica sarà evidente.

 

 

L’atteggiamento nei confronti del paziente e della salute. 28x23

 

L’Ayurveda è un modo globale (olistico) di vedere l’essere umano e le sue relazioni con l’universo. Pertanto, la sua filosofia di vita dovrebbe permeare tutti gli aspetti dell’esistenza dell’individuo.

Per avvicinarsi al massaggio ayurvedico bisogna perciò entrare in contatto con la sua visione della malattia intesa come squilibrio degli elementi costitutivi l’essere umano (Tridosha).

 

Secondo la medicina Ayurvedica, infatti, tale squilibrio è causato essenzialmente da uno scorretto atteggiamento mentale che si ripercuote sul corpo a partire innanzi tutto dal sistema digerente. Questa condizione dà luogo allo squilibrio di uno o più degli elementi costitutivi la persona nei suoi vari aspetti e cioè i Tridosha: Vata, Pitta, Kapha.

 

Dal punto di vista del medico ayurvedico, è importante riconoscere la costituzione di base del paziente per individuare il suo stile di vita e la terapia preventiva o la cura più adatti. Il centro di attenzione è perciò l’individuo, non il disturbo.

 

Quindi, un primo elemento da considerare nel lavoro è l’atteggiamento da tenere nei confronti della persona che vuole sottoporsi al trattamento. Bisogna imparare a considerarla nella sua interezza di corpo e psiche, ed avere un atteggiamento di incoraggiamento e di affetto nei suoi confronti.

 

Una persona che desideri sottoporsi ad un ciclo di trattamenti manuali porta con se’ un problema esistenziale, anche se, in genere, già somatizzato. Quindi, durante la pratica, è necessario stabilire con lei un rapporto armonioso, dal momento che stiamo sconfinando nel suo mondo interiore.

Attraverso il nostro agire dobbiamo cercare di metterla in relazione con se stessa, sul piano corporeo ed emotivo. È la persona che deve trovare dentro di se’ la forza e il modo di affrontare l’atteggiamento sbagliato all’origine dello squilibrio e di ricostruire un nuovo equilibrio esistenziale.

Il nostro lavoro rimane finalizzato, perciò, a cercare di porla nelle migliori condizioni per realizzare questo processo, rafforzandone le capacità intrinseche di reazione nella giusta direzione.

 

 

L’atteggiamento nei confronti di se stessi e durante il trattamento. 28x23

 

Chi pratica il massaggio ayurvedico deve cercare innanzi tutto di mantenere se stesso in buona salute, perché chi non è in tale condizione non può pretendere di curare gli altri. Questa saggia regola della tradizione orientale va tenuta sempre in considerazione.

Quindi è importante eseguire noi stessi una serie di esercizi salutari scegliendoli in base alla nostra indole ed al carattere.

 

Fondamentali nella tradizione dell’Ayurveda sono le pratiche fisiche, respiratorie e meditative dello yoga; ma importanti sono anche una corretta alimentazione, base di ogni prevenzione, ed una giusta quantità di sonno (da 7 a 9 ore al giorno!). Inoltre, chi pratica il massaggio  dovrebbe a sua volta farsi massaggiare spesso, almeno una volta al mese, ma anche una volta a settimana, se gli è possibile.

Comunque, quando si ha qualche problema di salute o si è molto stanchi o preoccupati è meglio non operare.

 

Durante il trattamento, l’operatore deve essere calmo, concentrato e mantenere una respirazione fluida e profonda nell’addome. Tutta la sua attenzione deve essere rivolta al paziente, alle sue reazioni, alle sue condizioni psichiche e fisiche, all’ascolto.

E proprio grazie a questa attitudine all’ascolto, potremo sempre di più personalizzare il trattamento utilizzando le manualità più idonee: il massaggio deve progressivamente trasformarsi da tecnica ad interpretazione.

 

Particolare attenzione va rivolta alla respirazione di colui che riceve il massaggio perché ogni sua modificazione rivela un cambiamento dello  stato psichico ed emotivo. Rieducare la respirazione è spesso la migliore medicina.

 

Se, su un certo piano, la nostra mente deve essere molto attenta alla persona che si è affidata a noi, su un altro piano dobbiamo anche essere consapevoli di noi stessi, del nostro respiro, del nostro corpo che si muove, delle nostre mani che toccano, del nostro essere che sente e reagisce, mentre osserva il suo agire.

Imparare a raccordare l’aspetto interno con quello esterno del massaggio, è l’arte di operare su se stessi massaggiando gli altri.



[1] La danza Rasa è il più elevato di tutti i divertimenti di Krisna, che Egli manifestò durante la sua permanenza sulla Terra 5000 anni fa. Egli danzò nella foresta di Vrindavana con Radharani (la sua compagna eterna) e tutte le altre gopi (giovani contadinelle), diventando simultaneamente il cavaliere di ognuna di esse. Solo i puri devoti del Signore possono accedere alla comprensione di questo divertimento sublime.

[2] Sattva: qualità di chiarezza, armonia ed equilibrio. Rajas: qualità di energia e di azione. Tamas: qualità dell’inerzia, dell’ignoranza e dell’ottusità. 

[3]  Le tre costituzioni.

[4] Metodo di Yoga che comprende otto fasi e permette di raggiungere la realizzazione del Paramatma (l’Anima Suprema).

[5] Ama: si tratta di impurità trattenute dalle cellule e difficilmente eliminabili perché provengono da cibi che hanno subito una cattiva digestione.