MASSAGGIO AROMATERAPICO
Un po’ di storia
Gli oli di base
Gli oli essenziali
Un po’ di storia  28x23


Tutti sappiamo che le piante emettono un particolare profumo, più o meno intenso secondo la specie. Tuttavia, non è stato ancora chiarito perché alcune piante ne sono completamente prive, anche se ciò non ne diminuisce la loro importanza terapeutica: un’applicazione esterna di piantaggine, ad esempio, anche se non contiene oli essenziali, svolge un’ottima azione cicatrizzante su ferite e piaghe.

Il profumo emanato dagli oli essenziali esercita una funzione di attrazione o repulsione nei confronti di alcuni insetti e animali. Secondo alcuni autori gli oli essenziali svolgerebbero un’azione diretta nella traspirazione e, in generale, nei processi vitali della pianta, preservandola dalle malattie. Sono definiti “il sangue vitale” della pianta per la loro concentrazione: basti pensare, ad esempio, che per produrre 3 grammi di olio essenziale di rosa sono necessari 10 kg. di petali. 

Gli oli essenziali sono utilizzati da migliaia di anni anche in virtù delle loro applicazioni mediche e nei rituali religiosi, come parte integrante della tradizione di quasi tutte le protoculture nelle quali si intrecciano la funzione religiosa con quella terapeutica. Ancora oggi si bruciano rametti di ginepro nei templi tibetani come forma di purificazione mentre, in occidente, l’incenso è usato durante le cerimonie cattoliche.

 Le tracce più antiche di oli aromatici le troviamo nell’Antico Egitto su papiri che si fanno risalire al regno di Khufu (circa 2800 anni prima dell’era cristiana) mentre, circa 800 anni dopo, su un altro papiro, si parla di oli delicati e ci riferisce che col profumo dell’incenso bruciato nei templi “…ogni dio viene allietato”.

Il cedro (Cedrus atlantica, cedrus libani) e la mirra (Commiphora myrrha) venivano usati nelle pratiche di imbalsamazione, oltre a oli aromatici come storace liquido (Liquidambar orientalis) e incenso olibano (Boswella carteri) di cui oggi, a distanza di millenni, se ne è accertata la presenza in molti vasi trovati nelle tombe.

Il
rimedio a base di erbe e dei loro oli che gli Egizi chiamavano “Kyphi” era composto da 16 diversi ingredienti e veniva utilizzato come incenso o profumo, poteva essere assunto come un farmaco per le sue proprietà antisettiche, balsamiche, calmanti, contro i veleni e, secondo Plutarco, per “…dissipare l’ansia e rasserenare i sogni”.
 Per la loro rarità e per il grande apprezzamento di cui godevano, gli aromi e le sostanze profumate naturali erano molto ambiti nei commerci del mondo antico.
Dagli Egizi, attraverso i Greci e i Romani, si svilupparono gli studi sui metodi di estrazione e preparazione degli oli aromatici ed il loro uso in profumeria e terapeutica naturale venne descritto su opere celebri da personaggi famosi quali Erodoto, Dioscoride, Ippocrate, Galeno, Avicenna, ecc.

The therapeutic fragrance of rose oil can relieve anger. Uno dei profumi più diffusi, giunto in occidente all’epoca delle crociate, fu l’acqua di rose.
Venne dall’Arabia assieme ad altre essenze esotiche ed alla loro tecnica di distillazione e, fin dal tredicesimo secolo, resero famosi in tutta Europa i cosiddetti “profumi d’Arabia”.

La loro grande diffusione e l’assenza di specie orientali costrinsero gli Europei a sperimentare le erbe locali, come ad esempio la lavanda, il rosmarino e la salvia.
Già nel sedicesimo secolo, l’olio e l’acqua di lavanda erano in vendita nelle farmacie e conosciuti come “oli chimici”. 

I filosofi, attraverso la pratica ermetica dell’alchimia, indirizzarono le loro ricerche sul parallelismo del processo di distillazione delle piante, con gli stadi della trasformazione interiore dell’uomo: come dalla materia vegetale si può produrre un’essenza pura e potente per mezzo della distillazione, allo stesso modo le emozioni umane possono essere raffinate e concentrate fino a rivelare la loro preziosa essenza, la loro più intima natura.

C’è qui una correlazione tra gli oli volatili e la psiche umana purificata, che gli alchimisti chiamavano “quintessenza”: un punto di mediazione tra il regno della materia e quello dello Spirito più sottile, il superiore cielo di fuoco divino. che viene portato sulla Terra . 

Durante tutto il Rinascimento, l’uso degli oli aromatici e delle acque di distillazione costituiva la principale forma di prevenzione contro le epidemie, ma anche di applicazione terapeutica.

Fu lo sviluppo dei sostituti di sintesi degli oli aromatici che segnò la nascita della moderna industria farmaceutica.

Da questo momento, i metodi di cura passarono dall’individuo al professionista e la fitoterapia e l’aromaterapia persero la loro credibilità.

Già alla metà degli anni ’90 l’uso di oli essenziali era quasi esclusivamente indirizzato al campo cosmetico, profumiero e alimentare.

Tuttavia, personaggi illustri, come il medico francese Jean Valnet, il medico inglese Edward Bach, il medico belga Pol Henry e molti altri ricercatori, continuarono nel lavoro di ricerca e divulgazione della medicina per mezzo delle piante, risvegliando un nuovo interesse per il mondo vegetale.

Lo scopo di questa breve storia degli oli essenziali non è di sostenere la validità dei rimedi naturali (alcuni dei quali sono altamente tossici) a danno della ricerca scientifica e dei principi dell’attuale cultura orientata principalmente verso il farmaco di sintesi. 


Tuttavia, ritengo che una corretta informazione sulle potenzialità dell’energia vitale contenuta nei componenti di una pianta, rispetto agli stessi componenti ricavati in laboratorio e, quindi, privi della stessa energia vitale, ma comunque con specifici ed incisivi potenzialità nel miglioramento delle condizioni di salute, possa consentire all’individuo di scegliere, sotto la guida attenta di un professionista, il metodo di cura eticamente e scientificamente più adatto alla situazione contingente.
Sono due aspetti della medicina che in un’epoca post moderna come quella che sta per cominciare saranno sempre più dibattuti e approfonditi senza pregiudizi, ma sempre con l’intenzione di integrarsi sinergicamente per ricondurre l’Uomo verso quell’antico equilibrio con la Natura che il modernismo aveva allontanato.
 
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Gli oli di base

 
Caratteristica principale del massaggio aromaterapico è l’uso di oli vegetali di vario genere e di essenze.
Con il loro uso si facilita il movimento delle mani sul corpo, ma soprattutto si nutre la pelle grazie al loro contenuto di proteine, carboidrati ed altre sostanze che vengono assorbite attraverso le aperture dei follicoli piliferi.
Si elimina, così, la secchezza della pelle e se ne aumenta l’elasticità, ma si alleviano anche gli effetti dello stress, della fatica e delle tensioni, attivando una buona prevenzione sugli effetti dell’invecchiamento precoce.
Inoltre, l’olio elimina l’attrito, distribuisce il calore in modo uniforme su tutto il corpo e ammorbidisce la pelle fornendole una lucentezza naturale.  
Ogni olio ha caratteristiche specifiche che contribuiscono all’azione di riequilibrio operata dal massaggio.
Si usano tradizionalmente oli di base premuti a freddo, possibilmente provenienti da coltivazioni biologiche, facilmente reperibili nei negozi specializzati.
Questi oli potranno essere trattati anche cromoterapicamente.  
Si deve fare particolare attenzione nell’utilizzo di oli minerali e di altri sostituti degli oli naturali per la loro tossicità verso le funzioni metaboliche del corpo perché formano una pellicola sulla pelle e le cellule non possono respirare liberamente.
Dopo alcuni minuti dalla loro applicazione, le sostanze idratanti contenute in questi oli aumentano l’aridità della pelle.
Va segnalato, inoltre, che la maggior parte di essi contiene sostanze conservanti e profumi sintetici.
Le caratteristiche principali degli oli di base più utilizzati:

Oliva

Disintossicante, cicatrizzante, disinfettante, antinfiammatorio, stimola i muscoli e le articolazioni, rafforza i nervi, riduce i gonfiori. Molto riscaldante, untuoso, leggermente amaro. Stimola il metabolismo dei grassi, aiuta la flora intestinale, aumenta la secrezione della bile. Non usare per la testa.

Usare sempre tagliato al 50% con olio di semi di sesamo, girasole o vinacciolo. Si conserva un anno. Contiene acido linoleico (12%).

Sesamo

Antiossidante, terapeutico, disintossicante, antireumatico, stimola la circolazione, ottimo per le malattie della pelle. Untuoso, pesante, dolce, amaro, astringente e riscaldante.

È  l’olio terapeutico per eccellenza; polivalente, si può usare puro o tagliare con olio di semi di soia per alleggerirlo. Ottimo per la testa.

Si conserva un anno e mezzo. Contiene acido linoleico (48%), antiossidanti, lecitina, sali minerali, amminoacidi.

Mandorle dolci

 Ottimo per la pelle secca, per il sistema nervoso, per la testa ed i capelli, per gonfiori, per i muscoli ed i legamenti, per bruciori. Dolce, untuoso, pesante, riscaldante. Tagliare al 30% (vinacciolo). Si conserva dieci mesi. Contiene proteine, minerali, acidi grassi (15%).

Nocciola 

Lievemente astringente. Ottimo per pelle atona, smagliature, cellulite, cicatrici; elasticizzante e levigante, tagliare con vinacciolo al 30-50%. È il miglior olio estetico e si conserva per circa otto mesi. Contiene vitamina A ed E.

Alcuni oli da taglio:

Girasole

Ottimo olio da taglio, alleggerisce gli oli riscaldanti. Si conserva circa dieci mesi. Contiene acido linoleico (60%), acido oleico (20%), vitamina E.

Vinacciolo

 Leggero, poco grasso e astringente. Dura circa un anno.

Soia

Nutre la pelle, ottimo da taglio. Si conserva circa otto mesi. Contiene lecitina, vitamina E, acidi grassi insaturi (75%).
Gli oli integrativi:

Germe di grano 

Rigenerante, ristrutturante, potenzia ghiandole endocrine e muscoli. Buono per i problemi di pelle. È utile aggiungerne sempre il 10-20% negli altri oli, perché, tra l’altro, ne aumenta la durata. Contiene vitamina A, E e D, lecitina, enzimi, acido linoleico (53%), acido oleico (25%).

Iperico

Antidepressivo, rigenera cartilagini e dischi vertebrali, antinfiammatorio, astringente, analgesico. Diluirlo al 15-30% in sesamo o oliva. Si conserva circa un anno.

Senape

Disinfettante, vermicida, fungicida, purifica il sangue, ottimo per artrite e gonfiori. Untuoso, amaro, piccante, leggero, riscaldante. Diluirlo al 20-30% con olio di oliva o di sesamo.
Gli oli essenziali  28x23
               
L’aromaterapia può essere considerata una parte della medicina erboristica, in quanto l’olio essenziale rappresenta uno dei molteplici modi in cui una pianta può diventare rimedio.
La più importante peculiarità degli oli essenziali è il loro alto potere antisettico generale che si associa ad una elevata innocuità verso i tessuti sani.

In ordine al loro potere antibatterico, i più importanti sono:

timo, limone, ginepro, menta, niaouli, arancio, citronella, lavanda, rosmarino, bergamotto, eucalipto, sandalo.

Un’altra caratteristica delle essenze è la loro capacità antitossica. Nelle piaghe infette, ad esempio, non venivano usate per coprire gli odori, bensì per impedire i processi di decomposizione. Infatti, erano largamente usate anche nelle tecniche di imbalsamazione dei corpi, proprio per il loro potere di rendere inattivi i prodotti di deterioramento dei tessuti e si è potuto constatare che questa qualità non diminuisce con il passare del tempo.

L
e essenze hanno anche un potere cicatrizzante per effetto della loro azione di richiamo sanguigno sull’area in cui sono applicate. Ciò stimola la rigenerazione cellulare e, quindi, vengono facilitati i processi di riparazione dei tessuti prevenendo le infezioni batteriche.

Le principali essenze cicatrizzanti sono soprattutto quelle della famiglia delle Labiate: lavanda, salvia, rosmarino e timo.


Molte essenze possiedono capacità antinevralgiche ed antireumatiche (rosmarino e camomilla), altre hanno proprietà ormonali per la loro azione di regolazione sulle ghiandole endocrine (salvia, cipresso, verbena, finocchio). Ci sono anche quelle che stimolano l’apparato genitale e la sessualità (gelsomino, neroli, patchouli).


Per trattare spasmi viscerali quali coliche, colon irritabile, singhiozzo, tendenza a coliche epatiche o renali sono molto utili la lavanda, la maggiorana, la verbena e la melissa; sulle ovaie agisce l’essenza di cipresso, mentre quelle di pino e di basilico agiscono sulla corteccia surrenale.
Abbiamo già parlato degli oli di base e delle loro principali caratteristiche; a tali oli possono essere aggiunte piccole percentuali di oli essenziali al fine di agire più direttamente sui problemi di chi riceve il massaggio.
Un ulteriore rafforzamento della potenza terapeutica degli oli può essere esercitato con l’uso di bottiglie colorate e con il trattamento cromoterapico degli oli di base.

L’uso di oli essenziali nel massaggio fa parte della tradizione terapeutica occidentale (massaggio aromaterapico e psicosomatico), ma non è affatto in contrasto con i principi dell’Ayurveda. Infatti, la medicina ayurvedica raccomanda di curarsi con le erbe del proprio giardino, poiché la natura offre in ogni situazione i principi attivi più adatti a chi vive in quel luogo.

Quindi, il modo più semplice di potenziare gli effetti terapeutici del massaggio è quello di integrare gli oli di base prescelti con essenze adatte al tipo di squilibrio da affrontare.

L’azione aromaterapica può essere ulteriormente rafforzata con l’uso, durante il massaggio, di un diffusore di essenze, nel quale faremo bruciare due o tre gocce di quella più adatta.

Per chi volesse approfondire l’uso delle tecniche di aromoterapia, le nozioni proposte in questa sede andrebbero integrate con l’acquisto di validi testi e con uno specifico corso. Qui è proposto lo stretto indispensabile.
Le quantità
La percentuale di essenze da aggiungere agli oli di base può variare dal 3% se desideriamo un effetto più fisico, all’1% se desideriamo un effetto più psichico, che equivale da 20 a 60 gocce complessive per 100 ml di olio o di miscela di oli di base.

Gli oli essenziali si dividono in oli di tono superiore (molto volatili, stimolanti ed energetici), oli di tono medio (apparati corporei e metabolismo in generale), oli di tono base (poco volatili, sedativi). Quindi, le essenze più adatte ad agire sul piano organico sono quelle di tono medio, mentre le più adatte ad agire sul piano psichico sono quelle di tono superiore e di base.


È raccomandabile di non preparare quantità eccessive di olio aromatizzato, poiché la presenza degli oli essenziali altera la conservazione degli oli di base riducendola. Va benissimo utilizzare boccette da 100 ml che si esauriranno con 4 – 6 trattamenti. Inoltre, è buona norma non mescolare più di due-tre oli essenziali, arrivando a quattro solo per casi particolari.
Le essenze
Vediamo ora alcune caratteristiche dei principali oli essenziali impiegabili nel massaggio. Tenete presente che ve ne sono moltissimi e l’elenco che segue riguarda solamente le essenze tipicamente mediterranee, con alcune indicazioni generali per il loro uso.

Salvia: tono superiore.

Decongestionante dell’apparato circolatorio.

Proprietà: tonica, stimolante, antidepressiva, antisettica, antisudore, depurativa, diuretica, astringente, digestiva, regolatore ormonale femminile (estrogenizzante), afrodisiaca.

Non usare in gravidanza.

Basilico: tono superiore.

Stimolante e rinfrescante.

Proprietà: tonico nervoso, stimolante delle surrenali, digestivo, antisettico, stimola le mestruazioni.

Basil Oil

Limone: tono superiore.

Rinfrescante ed eccitante.

Proprietà: stimolante, depurativo, diuretico, astringente, ipotensivo, fluidifica il sangue, stimola il sistema immunitario.

Non usare in periodi di esposizione al sole: verificare sempre la tollerabilità sulla pelle.

Eucalipto: tono superiore.

Schiarisce la mente, tonifica.

Proprietà: stimolante, balsamico, anticatarrale, fluidificante, antisettico per le vie respiratorie e urinarie, antireumatico.

Non usare sui bambini.

Timo: tono da superiore a medio.

Ravviva la mente, antisettico.

Proprietà: Stimolante, ipertensivo, tonico, balsamico, anticatarrale, diuretico, astringente, attiva le difese immunitarie, afrodisiaco, antireumatico.

Testare sulla pelle prima di usare, scegliere la qualità “bianca” (bidistillata).

Menta: tono da superiore a medio.

Refrigerante e rinfrescante.

Proprietà: digestiva, epatica, astringente, cefalica, antinfiammatoria, analgesica, espettorante, tonica del sistema nervoso, depura il sangue.

Utilizzare in piccole dosi.

Lavanda: tono medio.

Rinfrescante, rilassante, curativa in generale.

Proprietà: antidepressiva, antireumatica, antiemicranica, calmante, diuretica, antitossica, regolatrice del sistema nervoso. Estremamente versatile e riequilibrante.

Rosmarino: tono medio.

Corroborante e rinfrescante.

Proprietà: stimolante generale, energizzante, tonico, antireumatico, antidolorifico, digestivo, epatico, antidiarroico, astringente, afrodisiaco.

Aumenta la fiducia in se stessi.

Geranio: tono medio.

Rilassante e rinfrescante.

Proprietà: tonico della corteccia surrenale, antidepressivo, astringente, antinfiammatorio, decongestionante.

Ginepro: tono medio.

Rinfrescante, stimolante e rilassante.

Proprietà: depurativo, diuretico, astringente, drenante, tonico, antireumatico, espettorante, digestivo.

Evitare l’uso in gravidanza e in caso di malattie renali acute.

Issopo: tono medio.

Decongestionante delle vie respiratorie.

Proprietà: tonico del cuore e del respiro, digestivo, antireumatico, espettorante.

Non usare in gravidanza e in caso di epilessia.

Origano: tono medio.

Scaldante e ricostituente.

Proprietà: calmante, antidepressivo, antalgico, abbassa la pressione.

Finocchio: tono medio.

Carminativo (allevia gas e gonfiore intestinali).

Proprietà: depurativo, diuretico, lassativo, tonico, digestivo.

Da evitare nei bambini, negli epilettici, in gravidanza.

Melissa: tono medio.

Tonico e protettivo del sistema nervoso.

Proprietà: antidepressiva, sedativa, digestiva.

Camomilla: tono medio.

Calmante.

Proprietà: antinfiammatoria, sedativa, antiallergica, antidepressiva, epatica, digestiva, stimola il sistema immunitario.

Cipresso: tono da medio a base.

Rilassante e rinfrescante.

Proprietà: astringente, antispastico, vasocostrittore, diuretico, antireumatico, epatico, riequilibrante.

Pino: tono da medio a base.

Rinfrescante e antisettico.

Proprietà: stimolante, balsamico, espettorante, antireumatico, antinevralgico, stimola la corteccia surrenale.

Rosa: tono base.

Rilassante e lenitivo.

Proprietà: antinfiammatoria, antidepressiva, tonica per l’apparato circolatorio, depurativa, lassativa, epatica, digestiva, leggermente sedativa, afrodisiaca.

Neroli (fiori d’arancio): tono base.

Molto rilassante.

Proprietà:antidepressivo, depurativo, digestivo, tonico cardiaco e respiratorio, afrodisiaco.

Gelsomino: tono base.

Rilassante e lenitivo.

Proprietà: antidepressivo, sedativo, afrodisiaco.

Cedro: tono di base.

Proprietà: stimola la circolazione e i tessuti, sedativo nervoso, astringente, diuretico, afrodisiaco.

Non usare in gravidanza.

 

Oltre a queste, vi sono moltissime essenze esotiche, spesso estremamente utili in aromaterapia.

Le più usate sono: sandalo, incenso, patchouli, mirra, ylang-ylang, tea tree, noce moscata, cannella, canfora, pepe nero, zenzero, verbena. Comunque, finché è possibile, usate essenze mediterranee.

Data la grande quantità di oli essenziali disponibili è utile concentrarsi solo su alcuni di essi. Per iniziare propongo quelli che più conosciamo e dei quali il nostro psiocosoma ne riconosce la vibrazione.

Quindi sceglierei:

eucalipto, lavanda, rosmarino, melissa, cipresso, ginepro.